Bye bye 2013

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Il 2013 è stato un anno intenso.

E’ stato pieno di belle sorprese. E tracimante di amare delusioni.

Un anno in cui ho viaggiato molto di più rispetto alle mie abitudini, ma molto meno di quello che avrei voluto.

Un anno in cui ho volato 22 volte. Ho sempre sognato di volare. E ogni volta che sono lassù in mezzo alle nuvole mi sembra un miracolo che si avvera. E mi commuovo.

Ho scritto la parola fine su una relazione che credevo incredibile ed infinita. Dopo 9 anni. E ho buttato tutto nel dimenticatoio. Per sempre. I’ll see you on the Darkside of the Moon (cit.).

Un anno in cui sono tornato a vivere in Italia, dopo 8 mesi di tentato espatrio in Germania, a Berlino. Ma è solo una resa temporanea.

Ho stabilito tanti nuovi rapporti di amicizia. Alcuni incredibili. Altri fuori da qualsiasi logica. Amici tutti: vi voglio un gran bene!

Ho corso la prima mezza maratona della mia vita. Insieme al mio amico Renatone. Abbiamo chiacchierato e scherzato lungo tutto il percorso, e abbiamo comunque chiuso in 1h55’. A Berlino, in una cornice incredibile.

Ho lavorato assiduamente insieme alla mia fantastica tribù di amici e colleghi in Simplicissimus. Incazzandomi spesso come un bambino. L’entusiasmo a volte è difficile da contenere. Che bello questo lavoro, continuiamo così, grazie ragazzi.

Sono stato sul Monte Bianco & dintorni con la mia famiglia, dove mi sono quasi spezzato le gambe a forza di correre su e giù per le montagne più belle. La montagna estiva mi rilassa, e mi ricarica. Fantastico. Grazie Famiglia!

Ho attraversato giorni di merda. Giorni in cui l’orizzonte appariva vuoto di qualsiasi prospettiva. Giorni in cui non potevo fare altro che scegliere il momento esatto in cui sarei dovuto ripartire da zero. Giorni molto difficili, ma anche molto importanti. Giorni di cui a volte ti senti fiero di te stesso, ma che vuoi solo vivere come ricordo passato o per sentito dire da qualcun altro.

Ho vissuto per 2 mesi a Varsavia. Il tempo di organizzarmi un attimo per poi salutare tutti. Il lavoro ha spesso dei risvolti molto belli. Tipo che dopo qualche mese ti spedisce nuovamente all’estero, stavolta a Istanbul. Due città e due nazioni completamente diverse. Le lingue sono diverse. Le strade. La gente. I taxi sono diversi. Le relazioni che riesci a stabilire con le persone che incontri sono diverse. Le emozioni che condividi. La diversità è un grande valore, e ne abbiamo tutti un gran bisogno.

Un anno in cui ho iniziato a correre seriamente. Molto meno seriamente di quelli che a Settembre fanno il TOR, ma più seriamente di quelli che trovi lungomare la domenica alle tre di pomeriggio. Ho corso insieme al mio amico Luca su una decina di cime sugli Appennini, completando 3 gare di Trail Running con ottimi piazzamenti. Correre mi piace, perché significa sfidare se stessi. Alla fine penso che per vincere qualsiasi competizione o centrare qualsiasi obiettivo serva essenzialmente un po’ dedizione e tanto culo. Mentre per vincere le proprie paure serva tanto coraggio e tanta voglia di correre. Correre significa guardarsi dentro, e spesso trovare qualcosa. Correre significa misurarsi. E accorgersi che per migliorare e andare avanti, l’unica cosa da fare è continuare a mettere un piede davanti all’altro, indipendentemente da quello che succede intorno a noi. Correre mi piace. E lo farò finché avrò gambe buone per farlo.

Un anno in cui sono riuscito a sfiorare la mano del Boss, in un memorabile concerto estivo a Roma. Un mito. Tre ore e mezze di musica e baccano infernale. La quinta volta che lo incontro, il migliore concerto in assoluto. “C’è chi ama Springsteen, e c’è chi non lo ha mai visto in concerto”, quanto mi piace questa frase! La prossima volta lo tocco, promesso.

Ho sistemato un appartamento per vivere vicino al mare. Devo vedere il mare almeno una volta ogni due-tre giorni al massimo, è un bisogno primario, il mio. Lui è sempre lì ad aspettarmi, ed ogni volta mi aiuta a ricordare quanto sia bello avere di fronte un orizzonte infinito, sconfinato, immenso.

Un anno in cui ho dato il mio modestissimo contributo ad organizzare quella figata che abbiamo chiamato “First International Self Publishing Festival”, edizione 2013, a Senigallia. In moltissimi lo hanno apprezzato. Alcuni  lo hanno ignorato. Per tutti quelli che non hanno capito ancora cosa sia stato, questo è un buon punto di partenza: http://www.selfpublishingfestival.org/ispf2013/ispf2013-in-your-words/Secondo me è una cosa molto più grande di quello che sembra, e siamo solo all’inizio. Tutti quelli che amano Internet, tutti quelli che apprezzano l’incontrollabilità di uno spazio infinitamente aperto che permette alla meraviglia e allo splendore di trovare sempre nuove strade per resistere alla censura (cit.), a voi tutti: rimanete sintonizzati e partecipate numerosi all’edizione del prossimo anno, #ISPF2014.

Un anno in cui ho finalmente realizzato che mantenersi nelle certezze significa vivere entro dei confini. E io odio i confini. Piuttosto scappo via correndo in cima alla montagna. Da dove posso osservare l’azzurro del mare, magari fumando come un hipster berlinese. Una domenica alle tre di pomeriggio. E da lassù prendo il mio ventitreesimo volo mentre ascolto una vecchia hit del boss. Bestemmiando in Turco. Destinazione? Non te lo dico! Ovviamente🙂

Bye bye 2013.

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